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martedì 9 ottobre 2012

Super Attila!!!

Solo una settimana fa combattevo con la febbre di Attila, l'elevata temperatura l'aveva messo KO.
Spesso, durante la giornata, si buttava sul divano, sul letto e in braccio per fare la nanna.
Controllo fatto giovedì pomeriggio.
La pediatra (ne ho conosciuta un'altra... e pare che sia quella giusta) mi dice che potrebbe essere la sesta malattia (febbre 3 giorni, 2 senza nessun sintomo e 1 giorno con macchie rosse in viso).
E se per qualche giorno abbiamo visto Attila abbacchiato, mogio, avvilito... 'na pezza, ora è tornato più arzillo di prima, agile, vispo, pimpante. Ha una marcia in più!!!
Ha i superpoteri!

Non è più Attila, ma Super Attila!!!

martedì 2 ottobre 2012

Ma quanto guadagna un medico di famiglia?

Non lo so come sono arrivata a pormi questa domanda, forse dopo quello che  successo negli ultimi giorni, forse perché cerco un motivo per il quale alcune categorie sembrano più tutelate di altre, forse per invidia (potrebbe anche essere... non lo escludo).
Ho cercato di mettere in relazione due professioni pubbliche, che hanno lo scopo di salvaguardare la società e soprattutto gli individui più "deboli" di essa.
Per poter paragonare i medici (nello specifico i pediatri) ho scelto la professione che più assomigliasse in termini di ruolo civile, ma anche di ore lavorate.
Medici Vs Insegnati.
Io non appartengo a nessuna delle due categorie (per fortuna o purtroppo... non saprei). 
Non lavoro nel pubblico impiego, essendo un banalissimo impiegato con contratto CCNL industria (ora mi spiego perché voglio fare i conti in tasca ai medici...).
Partiamo dalle ore lavorate.
Un pediatra riceve 5 giorni a settimana (il decreto secondo cui si dovrebbero aggregare i medici di base ed essere reperibili 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana che fine ha fatto???). Le ore di studio sono, in media, dalle 3 alle 4 ore al giorno (nemmeno mezza giornata insomma). La reperibilità non è garantita, nel senso che, a buon cuore del medico, può decidere se rispondere al telefono o fare visita a domicilio. 
Fuori dagli orari di visita, quindi, se hai bisogno o ti rivolgi ad un medico "privatamente" (a pagamento, ovviamente senza fattura) oppure andare al pronto soccorso.
Un insegnate lavora 5 giorni alla settimana, più o meno mezza giornata (tra rientri e ora di "buco" non superano le 5 ore giornaliere). E fino a qui pari.
Reperibilità... ecco un insegnante non ha l'obbligo di reperibilità, ma spesso li trovi a scuola, disponibili a fare supplenze in caso di necessità (è vero, ci sono quelli che leggono i giornali anche durante le ore di lezione... ma voglio considerare solo medici e insegnanti che lavorano, i parassiti poi li trovi ovunque).
Quindi, anche per la reperibilità possiamo considerare un pari.
Tempo impiegato per ottenere laurea e specializzazione.
Ecco qui iniziamo a trovare le prime differenze.
Un medico, prima di diventare tale, deve studiare almeno 6 anni all'università. Dopo bisogna proseguire con un corso di specializzazione, di durata tra i 2 e 5 anni, anche se non è obbligatorio (un medico può essere abilitato e lavorare anche senza specializzazione, tranne in alcuni rami). Diciamo che, mediamente se si è bravi, dopo 10 anni di studio si può finalmente lavorare.
Un aspirante insegnante deve studiare almeno 5 anni (3+2) e conseguire la laurea specialistica nella facoltà di interesse. Poi deve... deve... il percorso successivo è un po' articolato. Fino al 2008 bisognava frequentare una scuola di specializzazione all'insegnamento SSIS che ti permetteva l'introduzione all'insegnamento. Poi è stata abolita. Solo negli ultimi mesi si è ripreso a parlare di nuovi metodi di reclutamento nella pubblica istruzione. Ora pare che si parli di TFA Tirocinio Formativo Attivo, della durata di un anno e del costo variabile tra i 2500 e i 3000 euri.
Ok qui il pareggio cade. Un medico ha un percorso accademico di una durata sicuramente maggiore.
Stipendi medi.
Mediamente un pediatra massimalista (800 piccoli pazienti) guadagna attorno agli 8-10 mila euro netti mensili, con punte anche di 15 mila/mese.
Un insegnante di scuola media superiore con 25 anni di servizio non supera i €30.000 lordi all'anno.
I medici hanno vinto sugli insegnanti, senza alcun dubbio!!!

lunedì 1 ottobre 2012

Un tranquillo week-end di paura...

Week end appena trascorso... OHMAMMAMIA!!!
Inizia il sabato (alle 02:00 a.m.) con Attila non bollente... di più!
Abbiamo passato 48 ore di fuoco, grazie anche alle temperature più che estive... Leo ha "superato" i 40°C per due volte, e due volte ci siamo precipitati all'ospedaletto pediatrico.
Tonsillite, inizio di otite... placche!
Un mix che che ha fatto crollare il mio guerriero in diversi episodi.
Per fortuna oggi la temperatura non ha superato i 37,6°C...
Sto liberando un po' i pensieri, sto cercando di capire se avessi potuto fare di più, se avessi potuto fare meglio. Seghe mentali?!? Può essere, ma la ragione in alcune situazioni si va a fare un giro per tornare quando le acque si calmano. Ora cerco di far prevalere la parte "razionale", per capire se era necessario vedere mio figlio perdere quasi i sensi a causa di una tonsillite mal curata.
Io sono la madre e mi prendo le responsabilità da madre.
Chi ha altre responsabilità?
La premessa a questo mio "percorso": la pediatra, che ha visto Leo dai primi giorni di vita, ha lo studio a Sammichele. Nonostante alcune critiche mosse dai casalini, la dottoressa è sempre stata molto attenta ai suoi pazienti, sempre disponibile, non ha mai dato farmaci "in più" rispetto a quelli necessari, pronta a difendere l'allattamento esclusivo. Dopo il trasloco abbiamo deciso, dopo diversi mesi, che era più "opportuno" avere un medico vicino fisicamente. Abbiamo così "registrato" Leo alla lista di un medico di Carbonara. Medico che abbiamo visto in due occasioni: durante un controllo di routine, e, dopo una settimana, per una febbre persistente.
Premessa finita.
Sabato mattina, la temperatura si stabilizza intorno ai 39°C, nonostante la tachipirina.
Decidiamo di chiamare la pediatra per avere un consulto.
Inizio a non capirci più nulla... la dott.ssa R. durante l'ultima visita mi consegna una ricetta. L'assistente mi dice che il numero del cellulare per le emergenze è sulla carta intestata. Sabato mi accorgo che il nome indicato sulla carta intestata e la firma non sono della dott.ssa R... ma come?!? Mi hanno detto "Lei è la dott.ssa R. . Piacere - Piacere"
Non era il momento di polemizzare. Telefono ugualmente.
La dott.ssa C. mi informa che devo chiamare la dott.ssa R., perchè lei non è R. è C....
"Mi dia il numero di R."
"Non lo so a memoria... chiami in studio"
"Sì C.... ma oggi è sabato (C.  sta per CRETINA???)"
"Noooo ascolti il messaggio, alla fine c'è il numero per le emergenze".
Lo ho ascoltato il messaggio. Tante volte... i numeri li dava C.
Al superamento dei 40°C andiamo in ospedale.
Ci "accoglie" una dottoressa gentile e disponibile. Somministrano a Leo dell'ibuprofene. Leo sta meglio.
Terapia: antibiotico e tachipirina all'occorrenza.
Domenica temperatura elevata, tutto il giorno. MAI scesa sotto i 39°C.
A 40,3°C torniamo in ospedale.
Ci fanno accomodare in una sala visita vuota, somministrano 6ml di ibuprofene, come "aperitivo" alla visita per far calare la temperatura.
Nella sala visita accanto la dottoressa di turno si informa sui posti letto disponibile. Dopo la visita a Leo, in meno di 60 secondi, mi informa che lo vuole ricoverare... RICOVERARE???
La temperatura è scesa in poco più di un'ora. Firmo il rifiuto al ricovero.
Domenica conclusa.
No... non lo so se avessi potuto fare qualcosa.
Le certezze che ho in questo momento sono due:

  1. Leo è qui, accanto a me, dorme ed è fresco. Oggi ha giocato, strillato, pianto, mi ha fatto le coccole e ha mangiato la pasta. Se ieri avessi accettato il ricovero, non sarebbe stato qui.
  2. I medici sono una casta. Come i politici. Il giuramento ad Ippocrate è show che prima o poi diventerà un reality. P

lunedì 28 marzo 2011

Per la serie... me ne fotto!!!

Scusate l'espressione "colorita" ma alcune (per fortuna non tutte!!!) persone hanno la capacità di fregarsene di tutto e di tutti! Una frase fatta, ma quando incappi in queste persone... la pazienza potrebbe andarsi a fare un bel giretto.

Tutto ha inizio stamattina, lunedì mattina... che già di suo ha un rapporto non buono con me e con i miei cari nervi. E' il primo lunedì mattina con l'ora legale... e vabbè che si dorme poco, ma un'ora in meno la senti.

Quindi lunedì mattina, ora legale. Appuntamento dalla pediatra alle 9... non fare tardi è di importanza assoluta... come in tutti gli studi medici, il lunedì mattina c'è sempre molto caos.Lunedì mattina, ora legale, appuntamento ore 9... la sveglia però ha suonato alle 6:15 come tutte le mattine, per andare a lavorare. Posso permettermi di spegnerla e di dormire altri 30 minuti... e invece mi sveglio alle 8:05!!!

Lunedì mattina, ora legale, appuntamento alle 9, sveglia alle 8:05... come la figlia di flashman mi doccio, cambio bubi e mi precipito in macchina per andare dalla pediatra. Tenendo conto del "traffico" del paese, opto per alcune stradine che mi portano sotto lo studio medico... in lontanza vedo un camioncino fermo che occupa la corsia. Non posso passare. Non c'è nessuno. Suono il clacson... non è bello, lo ammetto, strombazzare alle 8:45 per le viuzze del paese... ma non è normale nemmeno lasciare un camioncino e andarsene.

Continuo a strombazzare, vedo un signore, vicino ad una macchina che mi fa cenno di smetterla. Sempre a gesti, cerco di spiegargli che il proprietario del camioncino è una testa di... rapa e che ho fretta. Sto tipo, con molta, estrema, inverosimile lentezza, chiude la sua alfa e si dirige verso il camioncino. Sale e se ne va... ma che è scemo?!?

Lunedì mattina, ora legale, appuntamento alle 9, sveglia alle 8:05, prima incazzatura andata... arrivo dalla pediatra. Ci sono già alcuni pazienti ad aspettare. Non dovrei metterci molto, solo 3 bambini prima di attiluccio! Arriva la pediatra e ci accomodiamo. Entra una signora con un bimbo piccolo con la febbre alta. Ovviamente facciamola passare (ovvio!). Arriva una seconda signora, che deve portare il figlio a fare il vaccino... facciamola passare... Arriva la terza signora... con il figlio adolescente e, senza dire niente, quatta quatta, passa davanti a tutti!!! Ma che stiamo scherzando?!? Capisco che tuo figlio è malato... ma lo studio si era riempito di bambini molto piccoli con la febbre, e ognuno stava rispettando il turno...

All'uscita della signora, qualcuna le fa notare che doveva rispettare il turno... ma a lei non interessa. Chiude la porta e se ne va.